Il mio letto è una nave

Il mio letto è una nave

Spettacolo molto liberamente ispirato alla favola d’amore:
“IL RACCONTO DELL’ISOLA SCONOSCIUTA”, di Josè Saramago
e alla poesia IL MIO LETTO È UNA NAVE  di R.L.Stevenson

Un uomo chiede al Re una barca per trovare un’isola sconosciuta.
Il Re dopo lunghe trattative gliela concede. Ma marinai che lo accompagnino non ce ne sono, perché nessuno crede che esistano ancora isole non segnate sulle carte geografiche, e poi a tutti bastano quelle.

Una donna stufa di lavare palazzi e sgobbare per il Re decide di seguirlo, e così si incontrano al porto. La barca li aspetta, ma il loro sarà un viaggio diverso da quello previsto, perché senza equipaggio una barca non va lontano.

Lontano però andranno lo stesso, perché ciò che si vede alla luce del giorno non è uguale a ciò che si vede di notte, e i due protagonisti scoprono la rotta di un viaggio davvero unico: alla scoperta di un’isola sconosciuta che non è segnata su alcuna mappa, perché non è mai ferma e uguale a se stessa, e per arrivarci bisogna conoscere un percorso segreto che passa attraverso il mondo interiore. L’isola sconosciuta si muove con e dentro di loro ed è lei che spinge la barca sulle onde.

Lo spettacolo si struttura come una favola, o un sogno.

I personaggi nascono dal gioco teatrale e abitano  un paese innominato che tutti conosciamo,  viaggiano su un mare senza nome che ci è familiare, cercano un’isola sconosciuta che tutti vorremmo trovare. Sono personaggi reali e allo stesso tempo lievi eroi del sogno.

Attraversano molte situazioni ambigue e fantastiche, con un’innocenza che li fa andare dritti per la loro strada. La loro interezza rende comico il mondo normale e niente ai nostri occhi è davvero solo ciò che sembra.

In questa storia gli eventi reali e il sogno,  gli oggetti  animati e inanimati  si intrecciano nel  destino dei due protagonisti, facendo e disfacendo, oscurando e illuminando, sussurrando e minacciando per suggerire loro le mosse.

Lo spazio scenico è semplice: un bosco mobile di vele come pareti trasparenti, scale, alcuni oggetti forti e la luce che delicatamente segue il gioco della vicenda creando paesaggi e situazioni.

La musica insegue i personaggi nelle loro storie, ed è uno di quegli elementi che dialogano con loro e li sorprendono come un colpo di vento alle spalle.

Storia d’amore raccontata in chiave poetica, ironica e divertente come è il racconto di Saramago, navigare necesse est  sfiora  il tema della differenza e del gioco dei ruoli, della verità dei personaggi anche quando la loro realtà pare incerta, del viaggio geografico e interiore alla scoperta dell’altro da sé, che resta l’unico viaggio da cui probabilmente non si può tornare  mai indietro nello stesso posto

con
Daria Anfelli, Evelina Pershorova

realizzazione scenografica: Raffaella Dolci, Raffaello Zoccatelli

consulenza artistica: Lech Raczak

testo e regia: Daria Anfelli

produzione: Teatro Oplà

SCHEDA TECNICA DI BASE

SPAZIO SCENICO su palco o pubblico su tribuna, oscurabile, anche all’aperto in serale, 7 x 7 m x 5m (h)

min. Pubblico frontale, seduto.

CARICO elettrico 10 kw

LUCI 12 pc 1000 w + caveria, mixer e dimmer min
8 canali

AUDIO due casse, mixer,

TEMPI Durata 1h  Montaggio 3 ore, Smontaggio 1.30

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